Costo casa di riposo e RSA: 2.031 euro al mese

· Pubblicato il · Aggiornato il

Quanto costa una casa di riposo o una RSA in Italia? La retta media si aggira intorno ai 2.031 euro al mese, ma nelle strutture private di fascia alta supera spesso i 3.000 euro. Per molte famiglie il ricovero di un anziano diventa così la spesa più pesante degli ultimi anni di vita.

In sintesi

In Italia la retta media di una casa di riposo o RSA è di circa 2.031 euro al mese (2.139 comprendendo i servizi extra), ma nelle strutture private di fascia alta supera spesso i 3.000 euro. Nel 77% dei casi il reddito dell'anziano non basta a coprire la retta e le famiglie devono integrare in media circa 900 euro al mese. È spesso la spesa più pesante degli ultimi anni di vita.

Questa pagina raccoglie le statistiche principali sui costi delle case di riposo e delle RSA in Italia: quanto costa davvero una retta, come si divide tra quota sanitaria e quota alberghiera, quali detrazioni fiscali sono previste, quanto cambiano i prezzi da regione a regione e quante persone sono ospitate nelle strutture residenziali. Ogni dato è collegato a una fonte che trovi in fondo alla pagina.

Quanto costa una casa di riposo o RSA

La domanda che si pongono quasi tutte le famiglie riguarda la retta mensile. I dati più recenti delle indagini indipendenti danno una cifra di riferimento abbastanza chiara, con forti variazioni in base alla struttura e al territorio.

1. La retta media è di circa 2.031 euro al mese

Secondo l'indagine Altroconsumo condotta tra settembre e novembre 2025 su 594 famiglie con un parente in RSA negli ultimi cinque anni, la retta media è di 2.031 euro al mese. Aggiungendo i servizi extra (in media 108 euro mensili), il costo medio complessivo sale a 2.139 euro al mese.1

2. Nelle strutture private di fascia alta si superano i 3.000 euro al mese

Una rilevazione della Federazione Alzheimer Italia citata nell'ottavo rapporto dell'osservatorio Cergas Bocconi indica una retta media intorno ai 3.000 euro mensili nelle strutture per anziani. La permanenza media è di 340 giorni e l'età media all'ingresso è di 83,8 anni.2

3. La quota a carico della famiglia copre raramente il reddito dell'anziano

Sempre secondo Altroconsumo, nel 77 per cento dei casi il reddito dell'anziano non basta a coprire la retta. La differenza media che le famiglie devono integrare di tasca propria è di circa 900 euro al mese.3

Quota sanitaria e quota alberghiera

La retta di una RSA convenzionata non è un costo unico: si divide in due parti distinte, con responsabilità diverse. Capire questa suddivisione è il primo passo per sapere quanto pagherà davvero la famiglia.

4. La retta si divide tra quota sanitaria e quota alberghiera

In una RSA convenzionata la retta si compone della quota sanitaria, generalmente intorno al 50 per cento e a carico del Servizio Sanitario Regionale tramite le ASL, e della quota sociale o alberghiera, a carico dell'utente con la compartecipazione del Comune. La suddivisione segue la tipologia di prestazioni erogate, secondo il DPCM 14 febbraio 2001.4

5. L'ISEE pesa solo sulla quota sociale, non su quella sanitaria

La quota sanitaria a carico dell'ASL non dipende dall'ISEE presentato. L'ISEE socio-sanitario serve invece a determinare la ripartizione della quota sociale tra Comune e utente, e in molti regolamenti comunali il contributo scatta sotto i 20.000 euro di ISEE, con aiuto massimo per i valori più bassi.5

6. Solo la parte sanitaria della retta è detraibile dalle tasse

Per le rette di RSA e case di riposo, il rimborso fiscale può essere richiesto solo sulla componente sanitaria della spesa, mentre la parte relativa a vitto e alloggio resta non detraibile. La quota sanitaria deve essere documentata separatamente in fattura.6

L'indennità di accompagnamento e gli aiuti

Il principale aiuto economico per chi non è autosufficiente è una prestazione mensile INPS che non dipende dal reddito. Accanto a essa esistono detrazioni fiscali e contributi comunali.

7. L'indennità di accompagnamento vale 542,02 euro al mese nel 2025

Dal 1° gennaio 2025 l'indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali è di 542,02 euro al mese. Viene erogata per 12 mesi l'anno, senza tredicesima, per un totale di circa 6.504 euro annui.7

8. L'indennità spetta a tutti, indipendentemente dal reddito

L'indennità di accompagnamento viene concessa solo in base alla minorazione, indipendentemente dal reddito personale o familiare e dall'età. È inoltre esente da tassazione.8

9. La detrazione IRPEF del 19 per cento è limitata a 2.100 euro di spesa

Per l'assistenza alle persone non autosufficienti spetta una detrazione IRPEF del 19 per cento, calcolata su un importo di spesa non superiore a 2.100 euro l'anno. La detrazione vale solo se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro, per un risparmio fiscale massimo di circa 399 euro.9

10. Nel 2026 l'indennità sale a 551,53 euro al mese

Per effetto della rivalutazione annuale, dal 2026 l'importo dell'indennità di accompagnamento aumenta a 551,53 euro mensili. Anche in questo caso la prestazione resta indipendente da reddito ed ISEE.10

Differenze regionali

Quanto costa una RSA dipende in modo netto da dove si trova. Tra Nord e Sud, e perfino tra province della stessa regione, le rette cambiano in modo sostanziale.

11. Al Nord la retta media supera i 2.300 euro, al Sud scende sotto i 1.700

L'indagine Altroconsumo registra una retta media di 2.306 euro al mese nelle regioni del Nord, contro 1.630 euro al mese al Sud e nelle Isole. Il divario tra le due aree del Paese sfiora i 700 euro mensili.11

12. In Lombardia la retta media è di 74,54 euro al giorno

Secondo l'osservatorio RSA della FNP CISL Lombardia, nel 2024 la retta media regionale è stata di 74,54 euro al giorno, pari a circa 2.236 euro al mese, calcolata sulle 729 RSA lombarde che ospitano 88.456 persone.12

13. A Milano si arriva a 115 euro al giorno

Sempre secondo la FNP CISL Lombardia, nell'area metropolitana di Milano la retta arriva fino a 115,45 euro al giorno, mentre nell'ATS della Montagna scende a 57,87 euro. La differenza supera i 57 euro al giorno all'interno della stessa regione.13

14. L'offerta di posti letto è quasi tripla al Nord rispetto al Sud

Secondo l'ISTAT, al 1° gennaio 2024 i posti letto in strutture residenziali sono 10,5 ogni mille residenti nel Nord-Est, contro appena 3,4 ogni mille nel Mezzogiorno. Il divario Nord-Sud nell'offerta di assistenza residenziale resta uno dei più marcati del sistema.14

Quanti anziani sono in struttura o non autosufficienti

I numeri ISTAT aiutano a capire quanto è diffuso il ricorso alle strutture e quanti anziani convivono con la non autosufficienza. La fotografia mostra una domanda in crescita e un'offerta concentrata.

15. In Italia ci sono 12.987 strutture residenziali

Secondo l'ISTAT, al 1° gennaio 2024 risultano attivi 12.987 presidi residenziali con complessivamente 425.780 posti letto, pari a 7,2 ogni mille residenti. Il 78 per cento dei posti letto è in unità socio-sanitarie.15

16. Gli ospiti delle strutture sono quasi 386 mila, per tre quarti anziani

Sempre secondo l'ISTAT, al 1° gennaio 2024 gli ospiti delle strutture residenziali sono 385.871, il 6 per cento in più rispetto all'anno precedente. Il 75 per cento di loro ha più di 65 anni.16

17. Il 77 per cento dei posti letto socio-sanitari è per anziani non autosufficienti

Le unità socio-sanitarie accolgono soprattutto anziani non autosufficienti, ai quali è destinato il 77 per cento dei posti letto disponibili. Una quota molto più ampia rispetto ad anziani autosufficienti e persone con disabilità.17

18. Oltre 4 milioni di over 65 non sono autosufficienti

Secondo l'ottavo rapporto dell'osservatorio Cergas Bocconi sulla Long Term Care, in Italia sono oltre 4 milioni gli over 65 non autosufficienti, pari a circa il 28 per cento di tutti gli anziani. La cifra esatta stimata è di 4.027.488 persone.18

19. Solo il 7,6 per cento degli anziani non autosufficienti è in RSA

Secondo l'osservatorio Cergas Bocconi, appena il 7,6 per cento degli anziani non autosufficienti è assistito in strutture residenziali. L'assistenza domiciliare integrata copre il 30,6 per cento, ma con una media di sole 14 ore l'anno per anziano.19

20. Gli over 65 sono il 24,7 per cento della popolazione

Secondo l'ISTAT, al 31 dicembre 2024 gli over 65 rappresentano il 24,7 per cento della popolazione residente, in crescita dal 24,3 per cento dell'anno precedente. Gli ultra 85enni sono 2,41 milioni, pari al 4,1 per cento della popolazione.20

Tendenza e prospettive

Le rette crescono di anno in anno e la popolazione anziana aumenta, mentre la spesa pubblica per la non autosufficienza si riduce. Le previsioni indicano un peso crescente sulle famiglie.

21. Le rette aumentano ogni anno: in Trentino +2,44 per cento nel 2025

Nel 2025 la retta media delle 41 RSA trentine è salita a 51,16 euro al giorno, con un incremento del 2,44 per cento. L'aggravio per le famiglie è di circa 450 euro l'anno, che diventano circa 1.000 euro nell'arco di due anni.21

22. La spesa pubblica per la non autosufficienza è in calo

Secondo l'osservatorio Cergas Bocconi, la spesa pubblica per la Long Term Care rivolta agli over 65 si è fermata all'1,18 per cento del PIL nel 2024, in calo rispetto all'1,43 per cento del 2020. La riduzione sposta una parte crescente dei costi sulle famiglie.22

23. L'indice di vecchiaia è salito a 208 anziani ogni 100 giovani

Secondo l'ISTAT, al 31 dicembre 2024 l'indice di vecchiaia è arrivato a 208, cioè 208 persone con almeno 65 anni ogni 100 ragazzi sotto i 15 anni, in aumento dal 200 del 2023. L'Italia resta il Paese più anziano dell'Unione Europea.23

24. I tempi di attesa per un posto superano i quattro mesi

Secondo l'indagine Altroconsumo, l'attesa media per ottenere un posto in RSA è di 115 giorni, oltre quattro mesi. In un caso su tre l'anziano viene poi inserito in una struttura diversa da quella preferita, con un livello di soddisfazione medio fermo a 6,8 su 10.24

Il peso sulle famiglie e l'alternativa domiciliare

Le rette elevate spostano una parte crescente dell'assistenza sulle famiglie e sull'aiuto a domicilio. Diverse fonti indipendenti quantificano quanto questo fenomeno sia ormai la norma in Italia.

25. Nel 2023 oltre 404.000 over 65 hanno vissuto in RSA

Secondo l'Indagine 2024 di Italia Longeva, associazione del Ministero della Salute, nel 2023 hanno risieduto in RSA 404.235 anziani over 65. Il dato mostra un forte gradiente Nord-Sud: nella regione con la quota più alta supera il 10 per cento degli over 65, mentre in Campania e Basilicata si ferma intorno allo 0,5 per cento.25

26. L'assistenza domiciliare raggiunge 546.000 over 65

Sempre secondo Italia Longeva, nel 2023 l'assistenza domiciliare integrata (ADI) ha raggiunto 546.024 over 65, pari al 3,89 per cento degli anziani, in netta crescita rispetto all'1,95 per cento del 2014. La cura a domicilio resta quindi la prima risposta, ben più diffusa del ricovero in struttura.26

27. Il lavoro di cura familiare fa risparmiare allo Stato oltre 6 miliardi

Secondo l'Osservatorio DOMINA sul lavoro domestico, nel 2024 il settore coinvolge 902.000 famiglie datrici di lavoro e 817.000 lavoratori regolari, e i badanti hanno superato i colf arrivando al 50,5 per cento. Tenendo a casa più di 800.000 anziani non autosufficienti, questo welfare familiare fa risparmiare allo Stato oltre 6 miliardi di euro l'anno.27

28. Le famiglie spendono 7,2 miliardi l'anno per i badanti

Il Quotidiano Nazionale, riprendendo i dati DOMINA e della Ragioneria Generale dello Stato, stima in 7,2 miliardi di euro la spesa annua delle famiglie per i badanti dedicati agli anziani non autosufficienti, e in 13 miliardi il totale del lavoro domestico. Senza questo aiuto servirebbe assistere in struttura oltre 700.000 anziani in più.28

29. Solo il 41,5 per cento delle famiglie considera la RSA

Un'indagine Censis sulle scelte di cura mostra quanto la RSA resti l'ultima opzione: solo il 41,5 per cento delle famiglie la prende in considerazione, mentre il 69,5 per cento degli over 64 rifiuta l'ipotesi di entrare in una struttura. La casa di riposo viene quindi scelta spesso solo quando l'assistenza a domicilio non è più sostenibile.29

Le rette di una RSA possono erodere il patrimonio che un giorno dovrebbe passare alla famiglia. Chi stabilisce per tempo chi dovrà ricevere cosa mantiene il controllo, invece di lasciare l'eredità alla sola successione legittima. Per metterlo nero su bianco puoi usare il nostro generatore di testamento oppure leggere gli approfondimenti Quanto si eredita in media in Italia? e Quante persone hanno un testamento?.

Utilizza questi dati

Gestisci un sito web o scrivi un articolo? Collega questa analisi con questo snippet già pronto:

HTML

<a href="https://iltestamento.it/blog/costo-casa-di-riposo-rsa/">Costo casa di riposo e RSA: 2.031 euro al mese</a> – Il Testamento

Cita queste statistiche

Puoi utilizzare liberamente tutti i dati di questa pagina per articoli, studi o presentazioni. Ti chiediamo solo di indicare la fonte con un link a questa pagina. Scegli un formato di citazione e copialo con un clic:

APA

Kuch, M. (2026). Costo casa di riposo e RSA: 2.031 euro al mese. Il Testamento. https://iltestamento.it/blog/costo-casa-di-riposo-rsa/

MLA

Kuch, Max. "Costo casa di riposo e RSA: 2.031 euro al mese" Il Testamento, 2026, iltestamento.it/blog/costo-casa-di-riposo-rsa/

Chicago

Kuch, Max. "Costo casa di riposo e RSA: 2.031 euro al mese" Il Testamento, 2026. https://iltestamento.it/blog/costo-casa-di-riposo-rsa/

Domande frequenti

Quanto costa una casa di riposo o RSA al mese in Italia?

La retta media è di circa 2.031 euro al mese secondo l'indagine Altroconsumo, che salgono a 2.139 euro con i servizi extra. Nelle strutture private di fascia alta si superano spesso i 3.000 euro mensili. I prezzi variano molto in base alla struttura e alla regione.

Chi paga la retta se l'anziano non ha un reddito sufficiente?

Nel 77% dei casi il reddito dell'anziano non basta a coprire la retta e la differenza, in media circa 900 euro al mese, viene integrata dalla famiglia. In presenza di non autosufficienza possono contribuire l'indennità di accompagnamento e i contributi comunali commisurati all'Isee.

Fonti

  1. 1Altroconsumo (altroconsumo.it)
  2. 2Sky TG24 (tg24.sky.it)
  3. 3Altroconsumo (altroconsumo.it)
  4. 4ADUC (aduc.it)
  5. 5ADUC (aduc.it)
  6. 6Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
  7. 7AIPD (aipd.it)
  8. 8Patronato ACLI (patronato.acli.it)
  9. 9Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
  10. 10Osservatorio Malattie Rare (osservatoriomalattierare.it)
  11. 11Altroconsumo (altroconsumo.it)
  12. 12FNP CISL Lombardia (pensionaticisllombardia.it)
  13. 13FNP CISL Lombardia (pensionaticisllombardia.it)
  14. 14ISTAT (istat.it)
  15. 15ISTAT (istat.it)
  16. 16ISTAT (istat.it)
  17. 17ISTAT (istat.it)
  18. 18Sky TG24 (tg24.sky.it)
  19. 19UNEBA (uneba.org)
  20. 20ISTAT (istat.it)
  21. 21il T quotidiano (iltquotidiano.it)
  22. 22Sky TG24 (tg24.sky.it)
  23. 23ISTAT (istat.it)
  24. 24Altroconsumo (altroconsumo.it)
  25. 25Italia Longeva (italialongeva.it)
  26. 26Italia Longeva (italialongeva.it)
  27. 27Osservatorio DOMINA (associazionedomina.it)
  28. 28Quotidiano Nazionale (quotidiano.net)
  29. 29Censis (anap.it)
Max Kuch

Sull'autore

Max Kuch

Max Kuch si occupa da anni di diritto successorio, pianificazione patrimoniale e temi di tutela dei consumatori legati a eredità e successione. Per Il Testamento raccoglie e verifica dati ufficiali e studi rappresentativi, qui in particolare di ISTAT, Agenzia delle Entrate, Italia Longeva, dell'Osservatorio DOMINA, del Censis, di Altroconsumo e degli osservatori di settore, e li presenta in modo chiaro.

La tua bozza di testamento personalizzata in 15 minuti

Rispondi a poche semplici domande e ottieni una bozza su misura per la tua situazione, subito in PDF, Word e OpenOffice.

Crea ora il tuo testamento

Personalizzato · Solido sul piano giuridico · Scaricabile subito

Domande frequenti

La bozza in sé è un ausilio alla redazione e non è ancora giuridicamente valida. Un testamento olografo diventa valido solo quando viene scritto interamente di proprio pugno, datato e firmato con nome e cognome (art. 602 c.c.). La nostra bozza serve come modello da ricopiare.

Il diritto successorio italiano richiede che il testamento olografo (art. 602 c.c.) sia scritto interamente di pugno dal testatore, datato e sottoscritto. Un testamento stampato o scritto al computer non è valido come testamento olografo (può però essere redatto come testamento pubblico davanti a un notaio).

La legittima è la quota di eredità riservata per legge ai legittimari (coniuge, figli e, in mancanza di figli, gli ascendenti). Non può essere esclusa da un testamento. La nostra bozza tiene conto di questo principio nella formulazione.

La soluzione più sicura è il deposito presso un notaio, con iscrizione al Registro Generale dei Testamenti. In alternativa, puoi conservarlo in un luogo sicuro a casa e informare una persona di fiducia sul luogo di conservazione.

Sì, in qualsiasi momento. Puoi modificare, integrare o revocare completamente il tuo testamento. È sufficiente scrivere un nuovo testamento olografo che revochi espressamente quello precedente.

No. Il nostro servizio crea una bozza di testamento come ausilio alla redazione. In presenza di patrimoni complessi, partecipazioni aziendali o famiglie ricomposte consigliamo inoltre la consulenza di un avvocato specializzato in diritto successorio o di un notaio.

SSL crittografato

Dati al sicuro

Privacy

Conforme al GDPR

Assistenza

Disponibile via e-mail

Solido sul piano giuridico

Giurisprudenza aggiornata