Quanto possiede una famiglia italiana tipo? La ricchezza netta mediana è di 152.000 euro, la media sale a 296.000, e il 10 per cento più ricco detiene oltre metà di tutta la ricchezza familiare del Paese. I numeri raccontano un'Italia molto diseguale.
In sintesi
In Italia la ricchezza netta mediana di una famiglia è di circa 152.000 euro, mentre la media sale a 296.000: il divario segnala un Paese diseguale. Il 10% più ricco detiene oltre la metà di tutta la ricchezza familiare, e nel complesso i patrimoni delle famiglie italiane superano gli 11.000 miliardi di euro. La casa resta il cuore del patrimonio della maggior parte delle famiglie.
Questa pagina raccoglie le statistiche più importanti su patrimonio, distribuzione della ricchezza ed eredità in Italia: per età, per percentili, per composizione. Ogni cifra è collegata a una fonte che trovi in fondo alla pagina. Aggiornato a maggio 2026.
- Quanto vale il patrimonio delle famiglie italiane
- Mediana contro media: due Italie diverse
- La casa, cuore del patrimonio italiano
- La ricchezza è concentrata in poche mani
- Le misure della disuguaglianza patrimoniale
- Patrimonio reale e patrimonio finanziario
- Il divario tra generazioni
- Il ruolo dell'eredità nella ricchezza italiana
- I patrimoni al vertice e il peso dell'eredità
- Cosa dicono altre fonti indipendenti
- Fonti
Quanto vale il patrimonio delle famiglie italiane
La ricchezza complessiva delle famiglie italiane raggiunge cifre imponenti, ma il dato aggregato nasconde differenze enormi tra una famiglia e l'altra. Ecco i numeri di partenza.
1. La ricchezza netta delle famiglie supera gli 11.000 miliardi di euro
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane, cioè la somma di attività reali e finanziarie al netto dei debiti, ammontava a 11.286 miliardi di euro. È il valore più elevato dal 2005, primo anno per cui esiste la serie storica.1
2. Circa 191.000 euro di ricchezza pro capite
Rapportata alla popolazione, la ricchezza netta delle famiglie corrispondeva a circa 191.000 euro pro capite alla fine del 2023. Resta però uno dei valori più bassi nel confronto internazionale, insieme a Regno Unito e Spagna.2
3. Il patrimonio vale 8,2 volte il reddito disponibile
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 8,2 volte il reddito lordo disponibile, un rapporto rimasto stabile rispetto al 2022. Questo conferma le famiglie italiane tra le più patrimonializzate dell'area dell'euro.3
Mediana contro media: due Italie diverse
Il valore medio e quello mediano della ricchezza raccontano storie molto diverse. La distanza tra i due numeri è la prima prova di quanto sia concentrato il patrimonio.
4. La ricchezza media familiare è di circa 296.000 euro
Secondo l'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, alla fine del 2022 la ricchezza netta ammontava in media a circa 296.000 euro per famiglia, in crescita dell'1,8 per cento a prezzi costanti rispetto al 2020.4
5. La ricchezza mediana si ferma a 152.000 euro
La famiglia "tipica", quella che separa la metà meno ricca dalla metà più ricca, possedeva alla fine del 2022 un patrimonio netto di 152.000 euro, in calo del 2 per cento rispetto al 2020. È circa la metà del valore medio, segno che pochi nuclei molto ricchi spingono in alto la media.5
6. Nel confronto europeo la mediana italiana è di 159.000 euro
L'indagine europea HFCS coordinata dalla BCE (rilevazione 2021) stima la ricchezza netta mediana delle famiglie italiane in 159.000 euro, contro una media dell'area dell'euro di 123.500 euro. La media italiana sale invece a 350.000 euro.6
La casa, cuore del patrimonio italiano
In Italia la ricchezza è soprattutto mattone. La forte diffusione della proprietà dell'abitazione spiega gran parte della composizione del patrimonio familiare.
7. Il 73,9 per cento delle famiglie vive in una casa di proprietà
Nel 2023 il 73,9 per cento delle famiglie italiane viveva in un'abitazione di proprietà, mentre il 19,6 per cento era in affitto e il 6,5 per cento occupava la casa ad altro titolo. La proprietà resta diffusa in tutto il Paese, con il valore più alto nel Nord-est e nelle Isole (74,9 per cento).7
8. Le attività reali pesano per il 53,8 per cento della ricchezza lorda
Alla fine del 2023 poco più della metà della ricchezza lorda delle famiglie italiane era composta da attività non finanziarie (53,8 per cento), in particolare abitazioni (45 per cento) e immobili non residenziali (5,5 per cento). Il mattone resta quindi la voce dominante del patrimonio.8
9. Le abitazioni valgono 5.547 miliardi di euro
Il valore delle sole abitazioni delle famiglie italiane è salito a 5.547 miliardi di euro alla fine del 2023, in crescita dell'1,9 per cento per il secondo anno consecutivo grazie soprattutto all'aumento dei prezzi. Resta comunque sotto il picco di 5.701 miliardi toccato nel 2011.9
10. Quattro quinti del patrimonio sono attività reali
L'indagine europea HFCS attribuisce alle attività reali (immobili, terreni, aziende, beni di valore) l'81,3 per cento del totale delle attività delle famiglie italiane, contro il 18,7 per cento di attività finanziarie. La quota di attività reali in Italia è tra le più alte dell'area dell'euro, dove la media è del 79,9 per cento.10
11. Per le famiglie meno abbienti la casa è quasi tutto
Il peso dell'abitazione sul patrimonio cambia molto secondo la ricchezza: rappresenta circa tre quarti della ricchezza per le famiglie sotto la mediana, poco meno del 70 per cento per quelle della fascia centrale e poco più di un terzo per le più ricche, che diversificano in attività finanziarie.11
La ricchezza è concentrata in poche mani
La distanza tra chi possiede molto e chi possiede poco è ampia e, secondo i dati più recenti, in crescita. Ecco come si distribuisce davvero il patrimonio.
12. Il 10 per cento più ricco detiene il 52 per cento del patrimonio
Alla fine del 2022 il 10 per cento più ricco delle famiglie italiane deteneva circa il 52 per cento del patrimonio netto complessivo, una quota salita di circa 2 punti rispetto al 2020. È più della metà di tutta la ricchezza familiare del Paese in mano a un decimo dei nuclei.12
13. Il 10 per cento meno ricco possiede meno dello 0,1 per cento
All'estremo opposto, il 10 per cento meno ricco delle famiglie possedeva alla fine del 2022 meno dello 0,1 per cento del patrimonio netto totale. Il divario tra la cima e la base della distribuzione resta più ampio rispetto al periodo pre-pandemico.13
14. I conti distributivi alzano la quota del top 10 per cento al 60 per cento
Secondo i conti distributivi della ricchezza, che correggono le distorsioni dell'indagine campionaria, alla fine del 2023 il 10 per cento più ricco delle famiglie deteneva il 60 per cento del patrimonio netto. È una stima più elevata di quella dell'indagine diretta.14
15. Il 5 per cento più ricco possiede il 47,7 per cento della ricchezza
A metà 2024 il 5 per cento più ricco delle famiglie italiane era titolare del 47,7 per cento della ricchezza nazionale, quasi il 20 per cento in più dello stock complessivo detenuto dal 90 per cento più povero delle famiglie.15
16. L'1 per cento più ricco detiene il 23,1 per cento della ricchezza
Secondo le stime UBS citate da Oxfam, a fine 2022 l'1 per cento più ricco degli italiani deteneva una quota pari al 23,1 per cento della ricchezza nazionale, frutto di un periodo di crescita più che decennale iniziato nel 2011.16
Le misure della disuguaglianza patrimoniale
Oltre alle quote dei più ricchi, esistono indicatori sintetici che misurano la disuguaglianza della ricchezza e ne raccontano l'evoluzione nel tempo.
17. L'indice di Gini della ricchezza è pari a 0,671
Nella rilevazione europea HFCS 2021 l'indice di Gini della ricchezza netta delle famiglie italiane è pari a 0,671, su una scala dove 0 indica perfetta uguaglianza e 1 la massima concentrazione. È un valore vicino alla media dell'area dell'euro (0,694).17
18. La quota del top 10 per cento è salita dal 52,5 al 59,7 per cento in 14 anni
Tra la fine del 2010 e metà 2024 la quota di ricchezza netta del 10 per cento più ricco delle famiglie italiane è passata dal 52,5 al 59,7 per cento, secondo i conti distributivi della Banca d'Italia rielaborati da Oxfam. Oggi un decimo delle famiglie possiede quasi tre quinti della ricchezza nazionale.18
19. La metà più povera detiene solo il 7,4 per cento della ricchezza
Nello stesso periodo la quota di ricchezza della metà più povera delle famiglie italiane si è ridotta dall'8,3 per cento di fine 2010 al 7,4 per cento di metà 2024. Mentre i più ricchi guadagnavano terreno, la base della distribuzione perdeva peso.19
20. Il 10 per cento più ricco ha oltre 8 volte la ricchezza della metà povera
A metà 2024 il 10 per cento più ricco delle famiglie italiane possedeva oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera dei nuclei familiari. Appena 14 anni prima, alla fine del 2010, lo stesso rapporto era pari a 6,3.20
Patrimonio reale e patrimonio finanziario
Le famiglie italiane investono poco in strumenti finanziari e tengono gran parte della liquidità sui conti. Questa scelta incide su rendimenti e disuguaglianza.
21. Le attività finanziarie valgono 5.692 miliardi di euro
Alla fine del 2023 le attività finanziarie delle famiglie italiane ammontavano a 5.692 miliardi di euro, in crescita del 7,1 per cento sull'anno precedente. L'aumento è stato trainato dai titoli di debito, soprattutto titoli pubblici, e dalle azioni.21
22. Solo il 6,5 per cento delle famiglie possiede azioni quotate
Secondo l'indagine europea HFCS 2021 appena il 6,5 per cento delle famiglie italiane possedeva azioni quotate e il 9,5 per cento quote di fondi comuni. La partecipazione ai mercati finanziari è bassa e questo limita i rendimenti del patrimonio rispetto a chi investe.22
23. I due terzi delle attività finanziarie sono del 10 per cento più ricco
La ricchezza finanziaria è ancora più concentrata di quella complessiva: alla fine del 2022 quasi i due terzi delle attività finanziarie erano detenuti dal 10 per cento più ricco delle famiglie, mentre il 10 per cento più povero ne possedeva solo lo 0,1 per cento.23
24. I depositi pesano ancora per il 12,8 per cento della ricchezza lorda
Tra gli strumenti finanziari, alla fine del 2023 i depositi pesavano per il 12,8 per cento della ricchezza lorda, seguiti dal risparmio gestito (14,7 per cento) e dalle azioni (13,4 per cento). La forte preferenza per la liquidità espone le famiglie all'erosione dell'inflazione.24
Il divario tra generazioni
La ricchezza in Italia si è spostata dai giovani agli anziani. Chi è giovane oggi parte da una base patrimoniale molto più fragile di quella dei propri genitori alla stessa età.
25. La quota di ricchezza degli under 45 è scesa dal 25 al 15 per cento
La quota di ricchezza netta detenuta dalle famiglie con capofamiglia sotto i 45 anni è scesa dal 25 per cento del 2000 al 15 per cento del 2016. Le nuove generazioni controllano una fetta sempre più piccola del patrimonio nazionale.25
26. La quota degli over 65 è salita dal 28 al 40 per cento
Specularmente, la quota di ricchezza netta delle famiglie con capofamiglia oltre i 65 anni è cresciuta dal 28 per cento del 2000 al 40 per cento del 2016. Il patrimonio si è concentrato sempre più nelle mani delle generazioni più anziane.26
27. La ricchezza mediana è calata del 5 per cento, soprattutto per i giovani
Tra il 2000 e il 2016 la ricchezza netta mediana delle famiglie italiane è diminuita di circa il 5 per cento, da 139.000 a 131.000 euro a prezzi 2018. Il calo ha colpito soprattutto le due classi di età più giovani, mentre i nuclei più anziani vedevano crescere il loro patrimonio.27
Il ruolo dell'eredità nella ricchezza italiana
Una parte crescente del patrimonio degli italiani non è frutto di risparmio, ma di lasciti ricevuti. L'eredità è uno dei principali motori della disuguaglianza patrimoniale.
28. Tra il 30 e il 50 per cento della ricchezza viene da eredità
Gli studi della Banca d'Italia mostrano che il contributo delle eredità alla ricchezza delle famiglie è mediamente rilevante, compreso tra il 30 e il 50 per cento a seconda delle definizioni utilizzate, e in crescita nel tempo.28
29. La quota di ricchezza ereditata ha superato il 50 per cento nel 2016
Considerando i trasferimenti ricevuti e rivalutati nel tempo, la quota di ricchezza ereditata è cresciuta notevolmente: era intorno al 30 per cento negli anni novanta e ben oltre il 50 per cento nel 2016. Sempre più ricchezza si trasmette per via familiare anziché accumularsi con il lavoro.29
30. Le eredità sono raddoppiate dal 10 al 18 per cento del reddito nazionale
Il flusso annuo di trasferimenti intergenerazionali (eredità e donazioni) in rapporto al reddito nazionale è cresciuto dal 10 per cento del 1995 al 18 per cento del 2016. Il peso dei lasciti sull'economia italiana è quasi raddoppiato in poco più di vent'anni.30
I patrimoni al vertice e il peso dell'eredità
Ai vertici della piramide patrimoniale, l'eredità conta ancora di più. I grandi patrimoni italiani sono in larga parte fortune ricevute, non costruite.
31. Il 63 per cento della ricchezza dei miliardari italiani è ereditata
Secondo i dati Forbes citati da Oxfam, il 63 per cento della ricchezza dei miliardari italiani è frutto di eredità. Ai vertici della distribuzione, dunque, la maggior parte delle grandi fortune si tramanda di generazione in generazione.31
32. 71 miliardari italiani possiedono 272,5 miliardi di euro
Nel 2024 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata di 61,1 miliardi di euro, al ritmo di 166 milioni di euro al giorno, raggiungendo un valore complessivo di 272,5 miliardi di euro detenuto da 71 individui.32
33. La quota dello 0,1 per cento più ricco è quasi raddoppiata
Secondo lo studio di Acciari, Alvaredo e Morelli citato da Oxfam, lo 0,1 per cento più ricco degli italiani (circa 50.000 adulti) ha visto la propria quota di ricchezza netta passare dal 5,5 al 9,4 per cento tra il 1995 e il 2016. La concentrazione al vertice è in netta crescita.33
34. In Italia ci sono oltre 1,3 milioni di milionari
Secondo il rapporto UBS citato da Oxfam, alla fine del 2023 in Italia c'erano 1.338.142 milionari (in dollari), e la previsione per il 2028 è di un aumento del 9 per cento, fino a circa 1.461.731 unità. Il numero di grandi patrimoni individuali è destinato a crescere ancora.34
Cosa dicono altre fonti indipendenti
Oltre ai dati di Banca d'Italia, Istat, BCE e Oxfam, altre fonti indipendenti confermano e aggiornano il quadro della ricchezza delle famiglie italiane.
35. La quota del 10 per cento più ricco è salita dal 44,7 al 56 per cento dal 1995
Secondo i dati del World Inequality Database diffusi da Our World in Data, la quota di ricchezza netta personale detenuta dal 10 per cento più ricco in Italia è passata dal 44,7 per cento del 1995 al 56,1 per cento del 2016, restando al 56,1 per cento nel 2023. La concentrazione patrimoniale al vertice è cresciuta di oltre undici punti in poco più di vent'anni.35
36. La ricchezza finanziaria delle famiglie ha superato i 6.000 miliardi di euro
Secondo la FABI, nel 2024 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha superato per la prima volta la soglia dei 6.000 miliardi, raggiungendo quota 6.030 miliardi di euro. Conti correnti e depositi pesano per 1.593 miliardi, segno della forte preferenza degli italiani per la liquidità.36
37. La casa pesa per il 43,9 per cento del patrimonio, meno della media europea
Secondo lo studio dell'ABI ripreso da Sky TG24, nel 2024 in Italia gli immobili residenziali rappresentavano il 43,9 per cento del patrimonio delle famiglie, contro una media dell'area dell'euro del 51,6 per cento. Le famiglie italiane detenevano il 16 per cento della ricchezza complessiva delle famiglie europee, pari a circa 70.200 miliardi di euro, con un patrimonio netto pari a 8 volte il reddito disponibile (7,5 nell'area dell'euro).37
38. A fine 2024 la ricchezza netta sale a 11.732 miliardi di euro
Secondo l'analisi di Itinerari Previdenziali sui dati dei settori istituzionali, a fine 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane è salita a 11.732 miliardi di euro, circa 199.000 euro pro capite, pari a 8,2 volte il reddito lordo disponibile. Il valore delle sole abitazioni ha raggiunto 5.662 miliardi di euro, vicino al picco di 5.701 miliardi del 2011.38
39. In termini reali il patrimonio è sceso di oltre il 5 per cento dal 2021
Come segnala QuiFinanza riprendendo i dati di Istat e Banca d'Italia, nonostante la crescita nominale del 2,8 per cento rispetto al 2023, a prezzi costanti la ricchezza netta delle famiglie italiane di fine 2024 risulta inferiore di oltre il 5 per cento rispetto al 2021. L'inflazione, soprattutto quella del 2022, ha eroso il valore reale del patrimonio.39
Chi ha costruito un patrimonio dovrebbe anche decidere come trasmetterlo. Un testamento stabilisce chi eredita e può evitare liti e spese inutili. Per iniziare in modo guidato puoi usare il nostro generatore di testamento oppure leggere i nostri articoli Quanto si eredita in media, Come scrivere un testamento e La quota legittima.
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Kuch, Max. "Patrimonio medio in Italia: statistiche" Il Testamento, 2026. https://iltestamento.it/blog/patrimonio-medio-italia/
Domande frequenti
Qual è il patrimonio medio di una famiglia italiana?
La ricchezza netta mediana è di circa 152.000 euro, mentre la media è più alta, circa 296.000 euro. La differenza tra mediana e media dipende dalla forte concentrazione della ricchezza: pochi patrimoni molto elevati alzano il valore medio.
Come è distribuita la ricchezza in Italia?
In modo molto diseguale: il 10% delle famiglie più ricche detiene oltre la metà di tutta la ricchezza familiare del Paese. La ricchezza netta complessiva delle famiglie italiane supera gli 11.000 miliardi di euro, ma è concentrata in poche mani.
Fonti
- 1Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 2Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 3Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 4Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 5Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 6BCE (ecb.europa.eu)
- 7Istat (istat.it)
- 8Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 9Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 10BCE (ecb.europa.eu)
- 11Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 12Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 13Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 14Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 15Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 16Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 17BCE (ecb.europa.eu)
- 18Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 19Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 20Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 21Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 22BCE (ecb.europa.eu)
- 23Banca d'Italia (bancaditalia.it)
- 24Banca d'Italia e Istat (bancaditalia.it)
- 25lavoce.info (lavoce.info)
- 26lavoce.info (lavoce.info)
- 27lavoce.info (lavoce.info)
- 28Cannari e D'Alessio (futura-editrice.it)
- 29Cannari e D'Alessio (futura-editrice.it)
- 30eticaeconomia.it (Bavaro, Tedeschi) (eticaeconomia.it)
- 31Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 32Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 33Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 34Oxfam Italia (oxfamitalia.org)
- 35World Inequality Database (Our World in Data) (ourworldindata.org)
- 36FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) (fabi.it)
- 37ABI, ripreso da Sky TG24 (sky.it)
- 38Itinerari Previdenziali (itinerariprevidenziali.it)
- 39QuiFinanza (quifinanza.it)
Sull'autore
Max Kuch
Max Kuch si occupa da anni di diritto successorio, pianificazione patrimoniale e temi di tutela dei consumatori legati al passaggio generazionale. Per Il Testamento raccoglie e sintetizza i dati della Banca d'Italia, dell'ISTAT, della BCE e di Oxfam, presentandoli in modo chiaro e comprensibile.