In Italia ogni anno passa di mano per via ereditaria una ricchezza pari a oltre il 10% del PIL. Eppure solo circa un italiano su otto ha fatto testamento.
In sintesi
In Italia ogni anno si trasmette per via ereditaria una ricchezza pari a oltre il 10% del PIL, eppure solo circa un italiano su otto (il 12%) ha fatto testamento e quasi nove su dieci lasciano decidere alla legge. Nel 2024 il 71% degli italiani si dichiarava contrario a fare testamento, segno di un tabù ancora forte. La quota di chi fa testamento è meno della metà di quella di Francia e Germania.
Questa pagina raccoglie le cifre e gli studi più importanti su testamento, eredità e successione in Italia. Ogni statistica è collegata a una fonte che trovi in fondo alla pagina. Aggiornato a maggio 2026.
- Quanti italiani hanno fatto testamento?
- Quali forme di testamento si scelgono?
- Il volume delle eredità e il trasferimento di ricchezza
- L'imposta di successione in cifre
- Successione, legittima e contenzioso
- Costi notarili e atti
- Il Registro Generale dei Testamenti
- Demografia e strutture familiari
- Lasciti solidali e testamento solidale
- Ricambio generazionale e ondata ereditaria
- Fonti
Quanti italiani hanno fatto testamento?
In Italia fare testamento resta un'eccezione: la grande maggioranza dei cittadini si affida interamente alle regole della successione legittima, molto più che negli altri grandi Paesi europei.
1. Solo circa il 12% degli italiani redige un testamento
In Italia appena il 12% delle persone fa testamento, una quota nettamente inferiore a quella di Francia e Germania, dove la percentuale è più del doppio. Significa che quasi 9 italiani su 10 lasciano che sia la legge a decidere la divisione del proprio patrimonio.1
2. La maggioranza degli italiani è contraria a fare testamento
Secondo l'indagine Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale, nel 2024 il 71% degli italiani si dichiarava decisamente contrario a fare testamento, mentre solo il 18% lo aveva già fatto o intendeva farlo. Il tema resta vissuto come un tabù legato alla morte.2
3. Le ragioni del rifiuto: "non serve", "è complicato", "è un tabù"
Le principali motivazioni per cui gli italiani non fanno testamento sono la convinzione di non averne bisogno, la percezione che la procedura sia complicata o costosa e il fatto di considerare l'argomento un tabù legato al pensiero della propria morte.3
Quali forme di testamento si scelgono?
La legge italiana riconosce tre forme ordinarie di testamento: olografo, pubblico e segreto. Nella pratica la stragrande maggioranza degli italiani sceglie la forma più semplice e gratuita, quella olografa.
4. Circa il 77% dei testamenti italiani è olografo
In Italia circa il 77% dei testamenti è di tipo olografo, cioè scritto di pugno dal testatore, mentre solo il 23% circa viene redatto davanti al notaio nella forma pubblica o segreta. L'olografo prevale perché è gratuito e non richiede assistenza professionale.4
5. Il testamento olografo richiede solo scrittura, data e firma
Il testamento olografo è valido solo se interamente scritto a mano, datato e sottoscritto dal testatore: bastano questi tre requisiti previsti dal Codice civile. È la forma più diffusa proprio perché non comporta alcun costo né la presenza di un notaio.5
6. Dal 2023 esiste un Registro volontario dei testamenti olografi
Dal 6 novembre 2023 è operativo il Registro volontario dei testamenti olografi, creato dal Consiglio Nazionale del Notariato. Permette di raccogliere e ricercare i dati dei testamenti olografi depositati fiduciariamente presso i notai aderenti su tutto il territorio nazionale, riducendo il rischio che l'atto vada perduto.6
Il volume delle eredità e il trasferimento di ricchezza
Le eredità muovono ogni anno una quota enorme della ricchezza nazionale. Anche se le stime ufficiali sono prudenti, gli economisti calcolano flussi pari a oltre il 10% del PIL.
7. Il flusso di eredità e donazioni valeva circa 210 miliardi nel 2016
Secondo lo studio di Salvatore Morelli con Facundo Alvaredo e Paolo Acciari, su dati Banca d'Italia, il flusso complessivo di eredità e donazioni in Italia valeva circa 210 miliardi di euro nel 2016, pari a circa il 15% del reddito nazionale.7
8. La ricchezza ereditata supera il 10% del PIL
Le stime degli studiosi indicano che la ricchezza trasferita per successione in Italia vale oltre il 10% del PIL, e secondo le rivalutazioni a valori di mercato si avvicina al 15%, ben oltre il 4% che emerge dai soli dati catastali delle dichiarazioni di successione.8
9. Nel 2022 trasferiti per via ereditaria oltre 80 miliardi (dato ufficiale)
Dalle dichiarazioni di successione risultano circa 80,55 miliardi di euro di ricchezza ereditata nel 2022: 42,23 miliardi di immobili, 21,46 miliardi tra aziende e titoli e 16,86 miliardi di altri beni. Tutte le componenti sono in netta crescita rispetto al 2019.9
10. Entro il 2045 in arrivo un trasferimento da circa 6.460 miliardi
Secondo il rapporto "La pesante eredità" di Future Proof Society e del think-tank Tortuga, nei prossimi vent'anni in Italia passerà di mano per via ereditaria una ricchezza stimata in circa 6.460 miliardi di euro, la cosiddetta grande ondata ereditaria.10
L'imposta di successione in cifre
L'imposta di successione italiana è tra le più leggere d'Europa, con franchigie elevate e aliquote basse e poco progressive. Il suo gettito incide pochissimo sul bilancio pubblico.
11. Aliquota del 4% con franchigia di 1 milione per coniuge e figli
Per i trasferimenti a coniuge e parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) l'imposta è del 4%, da applicare sul valore netto eccedente la franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. È la fascia di gran lunga più favorevole.11
12. Aliquota del 6% per fratelli e sorelle, franchigia 100.000 euro
Per i trasferimenti a fratelli e sorelle l'imposta è del 6%, calcolata sul valore netto eccedente i 100.000 euro per ciascun beneficiario. La stessa aliquota del 6% si applica agli altri parenti fino al quarto grado, ma senza alcuna franchigia.12
13. Aliquota dell'8% per tutti gli altri beneficiari
Per tutti i soggetti diversi da parenti e affini indicati dalla legge, l'imposta di successione è dell'8% sul valore netto trasferito, senza alcuna franchigia. È il caso, ad esempio, di amici, conviventi non uniti civilmente o enti non agevolati.13
14. Franchigia speciale di 1,5 milioni per beneficiari con disabilità grave
Per gli eredi portatori di handicap riconosciuto grave ai sensi della legge 104/1992 è prevista una franchigia maggiorata di 1,5 milioni di euro, indipendentemente dal grado di parentela. È la soglia di esenzione più alta del sistema italiano.14
15. Il gettito vale appena lo 0,05% del PIL
L'imposta su successioni e donazioni ha prodotto circa 1.043 milioni di euro di gettito nel 2022, pari ad appena lo 0,05% del PIL e allo 0,18% delle entrate totali. La struttura con franchigie alte e aliquote basse la rende molto leggera nel confronto europeo.15
Successione, legittima e contenzioso
Anche con un testamento, la legge riserva una quota minima di eredità ai parenti più stretti, i cosiddetti legittimari. La libertà di disporre del proprio patrimonio in Italia è quindi limitata.
16. Con coniuge e un figlio, a ciascuno spetta 1/3 di legittima
Se il defunto lascia il coniuge e un solo figlio, la legge riserva 1/3 dell'eredità al coniuge e 1/3 al figlio come quote di legittima, lasciando solo 1/3 come quota disponibile. Sono le quote minime che il testatore non può intaccare.16
17. Con coniuge e due o più figli, la disponibile scende a 1/4
In presenza di coniuge e due o più figli, ai figli spetta complessivamente la metà dell'eredità (2/4), al coniuge 1/4 e solo il restante 1/4 resta nella disponibilità del testatore. La quota disponibile si riduce all'aumentare degli eredi legittimari.17
18. La legittima si calcola con la riunione fittizia
La quota di riserva non si calcola solo sui beni esistenti alla morte: si applica la riunione fittizia, sommando al relictum (beni meno debiti) il donatum, cioè le donazioni fatte in vita. È il meccanismo che consente l'azione di riduzione contro le donazioni lesive.18
19. Le cause ereditarie passano per la mediazione obbligatoria
Prima di avviare una causa in materia di successioni ereditarie è obbligatorio esperire la mediazione presso un organismo autorizzato: la mancata attivazione rende la domanda improcedibile. È una condizione introdotta per ridurre il forte contenzioso tra eredi.19
Costi notarili e atti
Fare un testamento pubblico o gestire una successione dal notaio ha costi variabili, perché dal 2012 in Italia non esiste più un tariffario fisso. Ecco gli ordini di grandezza più comuni.
20. Un testamento pubblico costa indicativamente da 200 a 675 euro
L'onorario del notaio per il ricevimento di un testamento pubblico varia indicativamente da circa 200 a 675 euro, a seconda della lunghezza e della complessità dell'atto. A questo importo vanno aggiunte imposte e spese accessorie.20
21. L'atto di successione dal notaio parte da circa 300-400 euro
La parcella notarile per una dichiarazione di successione standard si aggira mediamente sui 900-1.000 euro più IVA, ma può scendere a 300-400 euro per patrimoni modesti (sotto i 100.000 euro) e salire fino a 1.500 euro o più per pratiche complesse con più eredi e immobili.21
22. Dal 2012 non esiste più il tariffario notarile fisso
Con la riforma del 2012 è stato abolito il tariffario notarile obbligatorio: ogni notaio fissa liberamente il proprio compenso. Per questo è consigliabile chiedere più preventivi e confrontarli prima di affidare un testamento o una successione.22
Il Registro Generale dei Testamenti
Il Registro Generale dei Testamenti è l'archivio centrale che permette di sapere se una persona deceduta ha fatto testamento e dove è conservato, in Italia o all'estero.
23. Oltre 2 milioni di iscrizioni nel Registro
Il Registro Generale dei Testamenti, gestito dall'Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, contiene oggi oltre 2 milioni di iscrizioni. Vi confluiscono testamenti pubblici, segreti, speciali e gli olografi depositati formalmente presso un notaio.23
24. Attivo dal 1° gennaio 1989
Il Registro Generale dei Testamenti è operativo dal 1° gennaio 1989 e nasce dall'adesione dell'Italia alla Convenzione di Basilea del 1972 sul sistema di registrazione dei testamenti. Consente la ricerca anche presso le autorità consolari estere.24
25. Il notaio deve iscrivere il testamento entro 10 giorni
Il notaio è tenuto a chiedere l'iscrizione nel Registro entro dieci giorni da quando roga, riceve in deposito o partecipa alla formazione di un atto di ultima volontà, trasmettendo all'archivio notarile una scheda con i dati del testatore e dell'atto.25
26. Il certificato del Registro costa 37,16 euro
Dopo la morte del testatore, chiunque vi abbia interesse può chiedere il certificato cumulativo delle iscrizioni allegando il certificato di morte. Il rilascio costa 37,16 euro, di cui 5,16 di tassa fissa e 32 euro di valori bollati.26
Demografia e strutture familiari
I dati ISTAT più recenti raccontano un Paese che invecchia, con meno matrimoni e meno nascite: tutti fattori che aumentano il numero e il valore delle successioni nei prossimi anni.
27. Nel 2024 si contano 651mila decessi
Secondo gli indicatori demografici ISTAT, nel 2024 in Italia si registrano 651mila decessi (dato provvisorio), 20mila in meno rispetto al 2023, pari a 11 decessi ogni 1.000 abitanti. Ogni decesso apre potenzialmente una successione ereditaria.27
28. Popolazione residente a 58,9 milioni e sempre più anziana
Al 1° gennaio 2025 la popolazione residente è stimata in 58 milioni 934mila individui, con un'età media salita a 46,8 anni. La speranza di vita alla nascita è di 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne, valori superiori a quelli pre-pandemia.28
29. Nel 2024 i matrimoni scendono a 173mila
Nel 2024 si celebrano 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023, e per la prima volta in modo stabile la maggioranza (61,3%) è con rito civile. Il calo dei matrimoni si riflette sulle quote riservate al coniuge nella successione.29
30. Nel 2024 oltre 77mila divorzi
I divorzi nel 2024 sono stati 77.364, il 3,1% in meno rispetto al 2023 e quasi il 22% in meno rispetto al picco del 2016 (99.071). Famiglie ricomposte e separazioni rendono più frequenti i conflitti ereditari tra eredi di matrimoni diversi.30
Lasciti solidali e testamento solidale
Sempre più italiani considerano l'idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa benefica. Il testamento solidale è un fenomeno in crescita, monitorato dal Comitato Testamento Solidale.
31. Oltre 3,3 milioni di over 50 orientati al lascito solidale
Secondo i dati GfK presentati dal Comitato Testamento Solidale, oltre 3,3 milioni di italiani over 50 hanno un orientamento positivo verso il lascito solidale. Di questi, circa 1,3 milioni (il 5% della popolazione over 50) lo hanno già previsto o lo stanno considerando.31
32. Il 24% degli over 50 ha un orientamento positivo
Nell'indagine 2024 del Comitato Testamento Solidale, sono 6,3 milioni gli italiani (il 24% degli over 50) con un orientamento positivo verso il lascito solidale, mentre il 2% lo ha già previsto e cresce dal 19% al 22% la quota di chi è propenso a considerarlo.32
33. Il peso dei lasciti nel non profit quasi raddoppiato in 5 anni
Tra il 2020 e il 2024 il peso dei lasciti sul totale delle raccolte fondi delle organizzazioni non profit è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Le organizzazioni che hanno ricevuto almeno un lascito sono cresciute dal 61% al 77%.33
34. Il lascito solidale non è una scelta da ricchi
I dati del Comitato Testamento Solidale smentiscono lo stereotipo del lascito riservato ai ricchi: il 36,8% dei lasciti vale tra 21 e 50mila euro e il 21,3% tra 51 e 100mila euro, mentre solo il 10% supera i 100mila euro di valore medio.34
Ricambio generazionale e ondata ereditaria
La ricchezza italiana è sempre più concentrata e in mano agli anziani. Nei prossimi vent'anni il grande passaggio ereditario rischia di cristallizzare le disuguaglianze invece di ridurle.
35. Il 10% più ricco detiene il 52% della ricchezza
Secondo la Banca d'Italia, a fine 2022 il 10% più ricco delle famiglie italiane deteneva circa il 52% della ricchezza complessiva, con una quota salita di circa 2 punti rispetto al 2020. Il 10% meno ricco possedeva meno dello 0,1% del patrimonio netto.35
36. Il 75% della ricchezza è in mano agli over 50
Nel 2022 il 75% della ricchezza nazionale era detenuto dagli over 50, mentre gli under 40 tra Millennials e Generazione Z si fermavano sotto il 9%. Il divario alimenta la cosiddetta ereditocrazia, in cui la posizione di partenza familiare pesa più del merito.36
37. La metà più povera possiede solo il 7,4% della ricchezza
A fronte della concentrazione al vertice, il 50% più povero delle famiglie italiane (circa 30 milioni di persone) detiene appena il 7,4% della ricchezza totale, una quota in calo negli ultimi quindici anni. La grande ondata ereditaria rischia di accentuare il divario.37
38. La concentrazione della ricchezza è in aumento
I 50.000 adulti più ricchi d'Italia detengono da soli circa il 10% della ricchezza complessiva del Paese, una quota raddoppiata dalla metà degli anni Novanta. Le eredità tendono a cristallizzare in modo dinastico le posizioni di vantaggio relativo.38
La lezione più importante di questi numeri: le statistiche descrivono la media, ma ciò che conta è la tua situazione personale e il fatto di averla regolata. Per iniziare in modo guidato puoi usare il nostro generatore di testamento oppure leggere i nostri articoli Quanto si eredita in media, Come scrivere un testamento e La quota legittima.
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Kuch, Max. "Testamento ed eredità in Italia: statistiche" Il Testamento, 2026. https://iltestamento.it/blog/statistiche-testamento-italia/
Domande frequenti
Quanti italiani hanno fatto testamento?
Appena il 12% circa, una quota nettamente inferiore a quella di Francia e Germania, dove è più del doppio. Significa che quasi 9 italiani su 10 lasciano che sia la successione legittima a decidere la divisione del patrimonio.
Quanto vale l'eredità che si trasmette ogni anno in Italia?
Il flusso annuo delle successioni supera il 10% del PIL, un valore in crescita per effetto dell'invecchiamento e del passaggio generazionale della ricchezza. Nonostante queste cifre, la maggioranza degli italiani non pianifica la propria successione con un testamento.
Fonti
- 1Davide Cristoferi (davidecristoferi.it)
- 2Comitato Testamento Solidale (testamentosolidale.org)
- 3Davide Cristoferi (davidecristoferi.it)
- 4Notai De Rosa (notaiderosa.it)
- 5Consiglio Nazionale del Notariato (notariato.it)
- 6Notai De Rosa (notaiderosa.it)
- 7Editoriale Domani (editorialedomani.it)
- 8Successioni Blog (successioni-blog.com)
- 9Successioni Blog (successioni-blog.com)
- 10MilanoFinanza (milanofinanza.it)
- 11Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
- 12Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
- 13Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
- 14Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)
- 15Osservatorio CPI (osservatoriocpi.unicatt.it)
- 16Altalex (altalex.com)
- 17Altalex (altalex.com)
- 18Troncalegal (troncalegal.com)
- 19ADR Intesa (adrintesa.it)
- 20PrezziNotaio (prezzinotaio.it)
- 21BusinessOnLine (businessonline.it)
- 22BusinessOnLine (businessonline.it)
- 23Registro Generale dei Testamenti (scadenzeprocessuali.it)
- 24Ministero della Giustizia (giustizia.it)
- 25Ministero della Giustizia (giustizia.it)
- 26Registro Generale dei Testamenti (scadenzeprocessuali.it)
- 27ISTAT (istat.it)
- 28ISTAT (istat.it)
- 29ISTAT (istat.it)
- 30ISTAT (istat.it)
- 31Notariato (notariato.it)
- 32Comitato Testamento Solidale (testamentosolidale.org)
- 33Il Sole 24 Ore Sanità24 (sanita24.ilsole24ore.com)
- 34Il Sole 24 Ore Sanità24 (sanita24.ilsole24ore.com)
- 35MilanoFinanza (milanofinanza.it)
- 36MilanoFinanza (milanofinanza.it)
- 37MilanoFinanza (milanofinanza.it)
- 38Editoriale Domani (editorialedomani.it)
Sull'autore
Max Kuch
Max Kuch si occupa da anni di diritto successorio, pianificazione patrimoniale e temi di tutela dei consumatori legati alle eredità. Per Il Testamento raccoglie e sintetizza gli studi più rilevanti di ISTAT, Banca d'Italia, dell'Agenzia delle Entrate, del Notariato e del Comitato Testamento Solidale, presentando i dati in modo chiaro e comprensibile.